Chissà..forse diventerò come lui

10 Maggio, 2008

Charmante, irriverente. Dotato di quella sottile ironia che oggi è sempre più rara. Quell’ironia che taglia, ferisce, brucia. Quell’ironia che coglie il punto e ti tocca. Quell’ironia mai volgare. Quell’ironia spiegata senza foga, senza grida. Quell’ironia detta come un qualsiasi e tranquillo discorso. Quell’ironia che quando la senti ti viene da dire: lotta allo stato. Perchè è proprio questo uno dei temi principali della sua oratoria. Il concetto principale per cui fa lotta alla politica, sia di destra che di sinistra (a patto che se lo meritino) è che alcuni elementi non ci fanno comodo. Eleggiamo rappresentanti mafiosi o corrotti: ma, come dice lui stesso, non dovremmo indignarci e non votare i deputati perchè sono mafiosi o corrotti, per la morale insomma, ma dovremmo (in primis) decidere di non votarli perchè non ci fanno comodo. Perchè se anche hanno il più grande e meraviglioso programma elettorale da presentare (come sentenzia stasera da Fazio) ma sono corrotti e hanno dei processi in corso…non faranno mai quel programma. Se ne infischieranno e faranno (come da copione) i loro sporchi comodi appena giunti al veritce della piramide del potere. In Italia c’è gente che se ne frega, gente che sa e che se ne frega, gente che non sa e non vuole sapere. Ma c’è anche gente (poca purtroppo) che sa e che prova a porre fine alla nuova questione italiana. Che non ha niente a che fare con la Chiesa ma con la mala-politica. Come dice lui stesso,

“se dopo tanti anni dal primo governo, i gloriosi governi degli anni passati, dove sono passate persone coltissime e degne come De Gasperi, Nenni, Pertini,…continuiamo questa serie di illustri nomi e giungiamo al Senato con il nome di Schifani. Schifani? Che succede? La seconda carica dello stato!? Una persona che aveva delle amicizie con i mafiosi?! Questa parabola discendente purtroppo continuerà…e chissà dove arriverà nei prossimi anni. Dopo Schifani cosa ci sarà? La muffa? I lombrichi?……..scusate, ho sbagliato…..dalla muffa si ricava la penicillina (antibiotici)”

 Questo è Marco Travaglio.

Vorrei aggiungere una cosa, per cui non so se ridere o piangere. Travaglio stasera ha ammesso che forse verrà querelato da Sgarbi, per via dei fatti successi nella punta dei annozero. Peccato che lui nn avesse detto assolutamente niente, se non le sue idee di politica: niente insulti. Elenco però alcune frasi gettate (a spropostito) da Sgarbi verso Travaglio. Poi mi dite chi deve querelare chi, ok? ;)

Citazioni di Sgarbi:

- «Non fare il fenomeno» (a Travaglio).
- «Hai parlato tu che diffami il mondo, ignorante» (a Travaglio).
- «Non dire stronzate, non dici frasi, dici stronzate» (a Travaglio).
– «Non sputtanare l’Italia, non dire puttanate, stai dicendo stronzate» (a Travaglio).
- «Non dire stronzate» (a Travaglio).
- «Vince la destra lo stesso, con i vostri applausi del cazzo» (a Travaglio).
- «Sei un bugiardo, un falsario» (a Travaglio, accusato di lodare Enzo Biagi e criticare Cesare  Romiti).
- «Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te» (a Travaglio).
- «Non sfottere, che tu sei il popolo del nulla» (a Travaglio).

P.S: Travaglio rimane sempre un mito. ;)!!!


Meno sai e più guadagni

30 Aprile, 2008

Cercavo qualcosa da leggere su “Repubblica Online“, e mi è saltato all’occhio un interessante articolo trattante “l’ereditarietà” del lavoro da parte di conoscenti, amici o parenti. In pratica un articolo che parla dei raccomandati e dei figli di papà. Non che abbia niente con chi trova lavoro presto, appena finita la laurea, dopo il master alla Bocconi pagato dal paparino, che con il porschino nuovo va al colloquio, giusto per formalità, visto che sa già di avere il lavoro in tasca. No, non ce l’ho con questa gente…l’articolo poneva giustamente l’accento che in Italia, purtroppo, molte professioni sono condizionate da questo circolo vizioso famiglia/amici, che rende (secondo me) poco professionale il lavoro, visto che magari anche se uno non è adatto a fare un certo tipo di lavoro, lo mettono lo stesso lì, perchè ha il “cadreghino” pronto. L’articolo poneva l’accento anche sul fatto che, secondo l’autore, nessuno dovrebbe venire avvantaggiato solo dal cognome che porta o da quanti soldi ha. Il giornale fa un simpatico esempio, dicendo che il ragazzino, sin dalla prima elementare, deve essere messo allo stesso piano degli altri, a seconda che “venga accompagnato a scuola dall’autista di papà, o dalla madre disoccupata con i tre fratelli”. E’ importante questo ragionamento, perchè forse c’è qualcuno che ha delle potenzialità ma essendo mister Nessuno non riesce a sfruttarle…ed è triste come cosa. Ad esempio quando si va a votare, si vedono sempre gli stessi nomi, magari nipoti , fratelli, o cugini di vecchi politici…Vorrei farvi un esempio. Lo avrete sicuramente già sentito. Ma voglio farvi pensare un attimo. Un ragazzo esce dall’università col suo bel pezzo di carta. E qui c’è un bivio. O ti fai il mazzo cercandoti un lavoro e sudando, o prendi il porschino e vai al nuovo e iper pagato posto di lavoro. Vorrei parlarvi di un ragazzo che ha 26 anni e guadagna quasi 1 milione di € all’anno. Il suo nome è Luca Luciani. Lo conoscete? E’ il tormentone della rete per via della sua gaffe colossale su Napoleone. Luca Luciani, numero 1 di Tim, durante un infiammante discorso ai suoi dipendenti, ha cercato di paragonare il loro lavoro all’opera di Napoleone durante la battaglia di Waterloo. Alt: sappiamo tutti che lui perse alla grande vero? Luca Luciani si improvvisa revisionista storico e conferma  invece che Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo. E poi lo chiama Napoletone, ma questo è altra storia. Gente così ci manda avanti…ce ne rendiamo conto? Rendiamocene conto, e pensiamo alle figure che ci fanno fare all’estero!! Vi prego di cercare su internet costui, perchè troverete montagne di (giuste) critiche sulle grandi società italiane, che al vertice hanno ignoranti pagati per quante cazzate dicono. Fate attenzione al paese in cui viviamo. Su un sito ho trovato questa interessante formula, che ci fa pensare…e non poco.

Dimostrazione:

Tutti sanno che:

a) il tempo è denaro: tempo = denaro;

b) sapere è potere: conoscenza = potenza.

Inoltre, dalla fisica:

c) potenza = lavoro/tempo.

Con alcune semplici sostituzioni si ottiene:

conoscenza = potenza = lavoro/tempo = lavoro/denaro

dunque:

conoscenza = lavoro/denaro

ovvero

denaro = lavoro/conoscenza

Come si vede, se la conoscenza tende a zero il denaro tende all’infinito.                 XD                                

(fonte: maddalenad)


Il V2-day e l’orango Petronilla

28 Aprile, 2008

 

Il V2-day è stato un successo perché quasi 500 piazze in Italia e all’estero hanno partecipato, perché sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perché 120.000 persone hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day è stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell’informazione. Per il silenzio dell’informazione. Per la comicità dell’informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all’orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare.
L’informazione di regime è stata il miglior sponsor del V2-day. Imperdibili alcune mie inquadrature dal basso in modo da non far vedere la gente. E’ la stessa tecnica usata dal regime comunista polacco per la visita di Giovanni Paolo II nella sua prima visita in Polonia. C’erano milioni di persone, ma sembrava che parlasse al vuoto.
Ragazzi, se non ci foste voi mi sentirei un po’ a disagio, un po’ solo. Comincerei a pensare che il pazzo è Beppe Grillo. Che è giusto che un politico possieda tre televisioni nazionali. Che l’Italia sia considerata semilibera per l’informazione da istituti internazionali. Che in Parlamento ci siano 70 tra condannati, prescritti e rinviati a giudizio. Si, il pazzo sono io e lo siete anche voi che siete scesi in piazza in questo bellissimo, solare, 25 aprile.

V2-day_piazza_San_Carlo.jpg
Piazza San Carlo Torino, 25 aprile

Siamo pazzi di libertà. Grazie, ancora grazie, passerei le ore a gridarvi grazie dalla finestra. So che mi sentite.


“Perchè non una corda?!”

23 Aprile, 2008

Che tristezza. Forse questo blog è troppo critico ma dobbiamo aprire gli occhi e vi voglio fare notare qualche cosa. Il caso “Thyssen” . Polverone e putiferio mediatico, e non. Un sacco di operai sono morti perchè gli estintori in una fabbrica dove si lavora con il metallo fuso (per farla breve!) non erano funzionanti,  erano vecchi e scarichi, ma la centrale dei pompieri era a due passi, 70 m più o meno, si sarebbero potuti salvare no? L’incendio continuava a propagarsi ma i pompieri…non arrivavano. Denunciati i direttori e dirigenti dell’azienda per le mancate ispezioni di sicurezza, poichè ci guadagnavano a non fare i controlli. Bravi. Giocavano con la vita degli operai. Che si facevano il mazzo per portare a casa il pane, alle loro famiglie, fratelli, mogli,…figli. Che ora non hanno più un padre per via di speculatori. Dopo tutto questo, tutti i discorsi sulla sicurezza dei leader politici, gli scioperi, le manifestazioni…si sperava che il capitolo “morti bianche” aperto da tanto tempo, si potesse finalmente chiudere. Mio nonno mi dice sempre, e ha ragione, che quando si accende il telegiornale si sente sempre parlare di morte, anche sul lavoro. In un mondo dove la tecnologia è padrona si spera che si possa salvare anche le vite della gente che fa lavori pericolosi, proteggendola o curandola in caso di incidente. In questi giorni le morti sul lavoro si susseguono come pedine di domino che cadono, senza sosta. Mi chiedo allora dove siano le protezioni o qualcosa che salvi la vita a questi lavoratori. La risposta c’è, ma è ”si ci sono”…ma non si usano. Il brutto è che ogni giorno questo accade, ri-accade, ri-accade ancora, e nessuno capisce. Perchè niente casco? Perchè niente imbracatura? Davanti casa mia stanno riparando il tetto di un decimo piano. Dov’è la corda che ti sostiene e ti evita di cadere giù? Miracoli della tecnologia forse è trasparente? No, non c’è. Saltellano come Spider-man sul tetto per riparare le tegole ma loro non hanno i sensi di ragno e possono scivolare, cadere da un altezza di circa trenta metri. E morire. Negli ultimi giorni a Monfalcone, a Ferrara, a Frosinone, a Salerno, a La Spezia…morti che non ritorneranno, ma che lasceranno il segno e un dolore indelebile nel cuore delle famiglie, che penseranno, “Perchè non una corda?!”

 

 


Trova le differenze

21 Aprile, 2008

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Quali differenze intercorrono tra i due? la fisionamia facciale è molto simile. Entrambi spaventerebbero qualsiasi bambino, entrambi sono a capo di una losca e bieca organizzazione che del profitto fa un credo assoluto, entrambi insidiano le comunità locali. Insomma, davvero Matt Groening ha dipinto, non intenzionalmente, la figura di Camillo Ruini.

Totò

 

Ancora una volta l’encomiabile Matt Groening, per i suoi personaggi, sembra prendere spunto dal nostro paese.Purtroppo, evidentemente, la malapolitica imperversa un po’ in tutto il mondo. Ciò non toglie che l’Italia in questo campo, può permettersi di competere con qualsiasi nazione, grande o piccola che sia. Per la serie magre consolazioni…

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per queste 2 no comment….

 


La trave nell’occhio

18 Aprile, 2008

I radicali italiani, ex berlusconiani, ora veltroniani, ma sempre confindustriali danno del bugiardo a Beppe Grillo http://www.radicali.it/view.php?id=120724  per non aver inserito Lelouca Orlando dell’Italia dei Valori nell’ elenco dei 100 diversamente onesti tratto dal libro “Se li conosci, li eviti” di Travaglio e Gomez . E, invece, di aver lasciato Lino Jannuzzi (FI) e Giovanni Mauro (FI). Marco Travaglio risponde.

Caro Beppe,
rispondo a Simone Sapienza, del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, a proposito della mancata inclusione di Leoluca Orlando nelle liste dei candidati nei guai con la giustizia. Quando abbiamo compilato l’elenco per il libro “Se li conosci li eviti”, Peter Gomez e io ci siamo attenuti a un criterio preciso: escludere i reatipolitici” e “di opinione“, oltre a quelli derivanti da incidenti stradali e simili. Insomma, abbiamo inserito quelli che, a nostro avviso, creano qualche problema di compatibilità con la funzione di rappresentante del popolo nelle istituzioni.
L’esponente radicale ha un concetto un po’ singolare di “reato di opinione”: eppure lo dice la parola stessa. Se uno esprime una legittima opinione nell’ambito della sua attività politica può incappare nel Codice penale, ma - secondo noi - non diventa incompatibile con la presenza in Parlamento. Se uno mente sapendo di mentire, raccontando bugie, non esprime un’opinione: racconta balle. E tanto peggio se si tratta di un giornalista, che avrebbe il dovere di scrivere la verità e di verificare ciò che scrive.
Se Jannuzzi scrive che Andreotti è stato assolto a Palermo, dunque era innocente, dunque non aveva rapporti con la mafia, dunque bisogna processare Caselli e gli altri pm che hanno osato portarlo in tribunale, non esprime un’opinione: racconta una balla, visto che ribalta la sentenza definitiva della Cassazione che ha giudicato Andreotti colpevole di mafia per il reato “commesso” fino alla primavera del 1980, ma prescritto durante il processo.
Se Lehner scrive che Borrelli e il pool di Milano hanno attuato un golpe, punito dall’articolo 289 del Codice penale (attentato a organo costituzionale) per aver indagato doverosamente sulle notizie di reato emerse a carico di Berlusconi, non esprime un’opinione: attribuisce un reato a magistrati che hanno compiuto semplicemente il proprio dovere costituzionale, in base all’obbligatorietà dell’azione penale.
Orlando invece non ha fatto nulla di tutto questo: nei primi anni 90, quando alcuni consiglieri comunali di Sciacca raccolsero le firme per indire un referendum che facesse decadere il sindaco antimafia Ignazio Messina, tenne un comizio per difendere l’onest’uomo, accusando chi lo voleva rovesciare di rispondere a certi interessi facilmente immaginabili. I giudici ritengono che li abbia diffamati e l’hanno condannato. Cose che capitano a chi fa politica o informazione difendendo la legalità. Mi viene in mente il caso di Alberto Cavallari, grande direttore del Corriere della sera, che negli anni 80 scrisse che Craxi rubava (negli stessi anni lo diceva anche Grillo, e veniva radiato da tutte le tv). Lo condannarono, perchè non aveva prove sufficienti per suffragare la sua sacrosanta denuncia. Poi quelle prove saltarono fuori e Craxi fu condannato, ma era troppo tardi: Cavallari nel frattempo era morto. Personalmente, l’avrei fatto senatore a vita. Fra l’altro, Orlando ha pure una condanna per aver diffamato Previti: un reato pressochè impossibile, visto quel che si è scoperto dopo. Un reato che, ai miei occhi, è una medaglia al valore.
Quanto a Mauro, era nella lista del V-Day perchè aveva anche condanne provvisorie per gravi delitti contro la pubblica amministrazione, oltre a una condanna definitiva per diffamazione. Visto che poi è stato assolto, è uscito dall’elenco nonostante la sentenza definitiva per diffamazione.
I radicali fanno bene a rivendicare “una classe dirigente quasi interamente condannata per reati legati alla disobbedienza civile”: infatti non ci siamo mai sognati di inserire Pannella e la Bonino nell’elenco dei condannati, ben sapendo che le condanne per spaccio o per vicende legate all’aborto altro non erano se non frutto di battaglie e provocazioni politiche. Ben diverso il caso di Sergio D’Elia, che oggi sarà pure un nonviolento, ma ha una condanna per concorso in omicidio risalente ai tempi in cui militava nell’organizzazione terroristica Prima Linea. Nulla in contrario alle sue battaglie di oggi: ma i condannati per omicidio - sempre a nostro sommesso avviso - devono accontentarsi di combatterle da privati cittadini. Da casa propria. In Parlamento gli omicidi non devono mettere piede.” Marco Travaglio