Che tristezza. Forse questo blog è troppo critico ma dobbiamo aprire gli occhi e vi voglio fare notare qualche cosa. Il caso “Thyssen” . Polverone e putiferio mediatico, e non. Un sacco di operai sono morti perchè gli estintori in una fabbrica dove si lavora con il metallo fuso (per farla breve!) non erano funzionanti, erano vecchi e scarichi, ma la centrale dei pompieri era a due passi, 70 m più o meno, si sarebbero potuti salvare no? L’incendio continuava a propagarsi ma i pompieri…non arrivavano. Denunciati i direttori e dirigenti dell’azienda per le mancate ispezioni di sicurezza, poichè ci guadagnavano a non fare i controlli. Bravi. Giocavano con la vita degli operai. Che si facevano il mazzo per portare a casa il pane, alle loro famiglie, fratelli, mogli,…figli. Che ora non hanno più un padre per via di speculatori. Dopo tutto questo, tutti i discorsi sulla sicurezza dei leader politici, gli scioperi, le manifestazioni…si sperava che il capitolo “morti bianche” aperto da tanto tempo, si potesse finalmente chiudere. Mio nonno mi dice sempre, e ha ragione, che quando si accende il telegiornale si sente sempre parlare di morte, anche sul lavoro. In un mondo dove la tecnologia è padrona si spera che si possa salvare anche le vite della gente che fa lavori pericolosi, proteggendola o curandola in caso di incidente. In questi giorni le morti sul lavoro si susseguono come pedine di domino che cadono, senza sosta. Mi chiedo allora dove siano le protezioni o qualcosa che salvi la vita a questi lavoratori. La risposta c’è, ma è ”si ci sono”…ma non si usano. Il brutto è che ogni giorno questo accade, ri-accade, ri-accade ancora, e nessuno capisce. Perchè niente casco? Perchè niente imbracatura? Davanti casa mia stanno riparando il tetto di un decimo piano. Dov’è la corda che ti sostiene e ti evita di cadere giù? Miracoli della tecnologia forse è trasparente? No, non c’è. Saltellano come Spider-man sul tetto per riparare le tegole ma loro non hanno i sensi di ragno e possono scivolare, cadere da un altezza di circa trenta metri. E morire. Negli ultimi giorni a Monfalcone, a Ferrara, a Frosinone, a Salerno, a La Spezia…morti che non ritorneranno, ma che lasceranno il segno e un dolore indelebile nel cuore delle famiglie, che penseranno, “Perchè non una corda?!”

Pubblicato da Francesco 

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