Meno sai e più guadagni

30 Aprile, 2008

Cercavo qualcosa da leggere su “Repubblica Online“, e mi è saltato all’occhio un interessante articolo trattante “l’ereditarietà” del lavoro da parte di conoscenti, amici o parenti. In pratica un articolo che parla dei raccomandati e dei figli di papà. Non che abbia niente con chi trova lavoro presto, appena finita la laurea, dopo il master alla Bocconi pagato dal paparino, che con il porschino nuovo va al colloquio, giusto per formalità, visto che sa già di avere il lavoro in tasca. No, non ce l’ho con questa gente…l’articolo poneva giustamente l’accento che in Italia, purtroppo, molte professioni sono condizionate da questo circolo vizioso famiglia/amici, che rende (secondo me) poco professionale il lavoro, visto che magari anche se uno non è adatto a fare un certo tipo di lavoro, lo mettono lo stesso lì, perchè ha il “cadreghino” pronto. L’articolo poneva l’accento anche sul fatto che, secondo l’autore, nessuno dovrebbe venire avvantaggiato solo dal cognome che porta o da quanti soldi ha. Il giornale fa un simpatico esempio, dicendo che il ragazzino, sin dalla prima elementare, deve essere messo allo stesso piano degli altri, a seconda che “venga accompagnato a scuola dall’autista di papà, o dalla madre disoccupata con i tre fratelli”. E’ importante questo ragionamento, perchè forse c’è qualcuno che ha delle potenzialità ma essendo mister Nessuno non riesce a sfruttarle…ed è triste come cosa. Ad esempio quando si va a votare, si vedono sempre gli stessi nomi, magari nipoti , fratelli, o cugini di vecchi politici…Vorrei farvi un esempio. Lo avrete sicuramente già sentito. Ma voglio farvi pensare un attimo. Un ragazzo esce dall’università col suo bel pezzo di carta. E qui c’è un bivio. O ti fai il mazzo cercandoti un lavoro e sudando, o prendi il porschino e vai al nuovo e iper pagato posto di lavoro. Vorrei parlarvi di un ragazzo che ha 26 anni e guadagna quasi 1 milione di € all’anno. Il suo nome è Luca Luciani. Lo conoscete? E’ il tormentone della rete per via della sua gaffe colossale su Napoleone. Luca Luciani, numero 1 di Tim, durante un infiammante discorso ai suoi dipendenti, ha cercato di paragonare il loro lavoro all’opera di Napoleone durante la battaglia di Waterloo. Alt: sappiamo tutti che lui perse alla grande vero? Luca Luciani si improvvisa revisionista storico e conferma  invece che Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo. E poi lo chiama Napoletone, ma questo è altra storia. Gente così ci manda avanti…ce ne rendiamo conto? Rendiamocene conto, e pensiamo alle figure che ci fanno fare all’estero!! Vi prego di cercare su internet costui, perchè troverete montagne di (giuste) critiche sulle grandi società italiane, che al vertice hanno ignoranti pagati per quante cazzate dicono. Fate attenzione al paese in cui viviamo. Su un sito ho trovato questa interessante formula, che ci fa pensare…e non poco.

Dimostrazione:

Tutti sanno che:

a) il tempo è denaro: tempo = denaro;

b) sapere è potere: conoscenza = potenza.

Inoltre, dalla fisica:

c) potenza = lavoro/tempo.

Con alcune semplici sostituzioni si ottiene:

conoscenza = potenza = lavoro/tempo = lavoro/denaro

dunque:

conoscenza = lavoro/denaro

ovvero

denaro = lavoro/conoscenza

Come si vede, se la conoscenza tende a zero il denaro tende all’infinito.                 XD                                

(fonte: maddalenad)


Montezemolo tuona, i sindacati? Collaborano!

22 Aprile, 2008

 

 

Il quadro politico prodotto dalle elezioni fa ben sperare Confindustria. Montezemolo nel suo ultimo discorso ha continuato sulla linea di screditamento dei sindacati, attaccandoli frontalmente, tacciandoli di saper porre solo veti e di essere ormai distanti dai lavoratori, che a suo parere non si identificano più nei sindacati. L’analisi pare effettivamente esatta, i sindacati sono ormai lontani dagli interessi di classe, interessati più a inutili giochi di palazzo che ai diritti dei lavoratori. Questo però non vuol dire che i lavoratori siano dalla parte di Confindustria. Cavalcare la crisi dei sindacati in questa demagogica modalità, è sintomo che MontezemoloMontezemolo intravede nella politica attuale un ottimo momento per affondare definitivamente la contrattazione nazionale. I sindacati a suggello di tali convinzioni si sono subito giustificati ricordando che loro di veti non ne pongono. Ce ne eravamo accorti quando avete fatto passare la legge 30 senza fiatare, verrebbe da rispondergli. E’ sintomatico ricordare come un progetto di legge simile in Francia abbia provocato una rivolta generale, con tanto di occupazione della Sorbonne di Parigi che non veniva occupata dagli anni 60′. In Italia invece tutti zitti dinnanzi al ricordo strumentale e ridicolo di Biagi, stesore del testo, ucciso dalle Brigate Rosse. Nenache ad un attacco frontale reagiscono, anzi si giustificano, sono pronti al collaborazionismo. A pagare intanto sono sempre i lavoratori, loro continueranno la loro agiata vita. I lavoratori sono oggi in grave pericolo. Berlusconi e Veltroni in tema di lavoro troveranno sicuramente accordi. I sindacati, sempre meno combattivi, accetteranno qualsiasi condizione, come fanno da anni. Ci saranno magari alcuni scioperi di 1-2 ore, oppure scioperi di 15 minuti per qualche morto sul posto di lavoro. I lavoratori non si riconoscono più nel sindacato e hanno crescente timore di Confindustria. Vorrebbero poter troncare i rapporti con entrambi, e forse lo faranno tornando a combattere in prima persona. Certo attaccare, come ha fatto Montezemolo, il principio stesso della rappresentanza sindacale è una cosa senza precedenti. Molto pericolosa. Probabilmente l’aria politica gli ha dato forza. Gli oppositori non ci sono più. L’economia può iniziare quella deregulation selvaggia, tanto cara agli imprenditori. Sei pronto a combattere per difendere i tuoi diritti? sei pronto ad attaccare Confindustria senza nessun partito al tuo fianco e con la stampa contro?

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