Mamma Mia

17 Giugno, 2008

Mamma mia. Il governo ha messo la quarta è si sente aria di rivoluzione (non bolscevica xD) in Italia. Il governo, dopo il discusso pacchetto sicurezza, che va contro le linee dell’Unione Europea, si pronuncia su altre questioni altrettanto spinose, commentate da ogni parte politica e da molti giornalisti, come il fondatore del quotidiano nazionale “La Repubblica”. I provvedimenti di cui parlo sono riguardo una “specie” di indulto, sulle intercettazioni e su un altro “ramo” del pacchetto sicurezza. E’ impossibile che non ne abbiate ancora sentito perchè il polverone mediatico è stato grande. Nuove leggi ad hoc, vengono definite, quelle che vedono il vietare le intercettazioni, indispensabili oggi giorno per le indagini… basti pensare allo scandalo Calciopoli, Vallettopoli, e, ancor più importante, lo scandalo della Clinica degli Orrori a Milano. Ma il vietare le intercettazioni limita fortemente l’operato dei giudici, e, diciamolo, salva il culo a tutti i parlamentati corrotti che esistano, sia da una parte che dall’altra, nel nostro paese. Pubblicare le Muahahaaha che ve ne pare?intercettazioni, o i registri del processo sui quotidiani costerà salate multe e anche una pena in galera. E di certo passerà la voglia di ascoltare le telefonate dei sospettati! Insomma, anche la giustizia, oltre che il resto, perde dei cari colpi. E il provvedimento a proposito del pacchetto sicurezza? Secondo Eugenio Scalfari, il provvedimento del consiglio di ministri, cavalcato dal ministro Maroni e dall’ormai mitizzato Ignazio La Russa (grazie a Fiorello ndr), è poco utile se non inutile del tutto. La Russa, ministro della Difesa, ha destinato 2.500 militari all’opera del Pacchetto Sicurezza di Maroni, che riguarda la sicurezza in generale, non solo sull’immigrazione, plotoni armati dunque che affiancheranno le forse di pubblica sicurezza (polizia di stato, arma dei carabinieri, guardia di finanza ecc…)  per, come sottolinea il ministro, «pattugliamento e perlustrazione nelle città e nelle aree metropolitane» Le modalità d’impiego dei 2.500 uomini messi a disposizione dal ministero della Difesa, ha sottolineato più volte Ignazio, verranno decise esclusivamente da Maroni e dai prefetti, che opteranno per le città in cui c’è più bisogno di forze armate. Secondo il ministro, le pattuglie  esercito-forze dell’ordine renderanno «possibile l’obiettivo che avevo prefigurato : quello di passare dal poliziotto di quartiere di giorno ad un pattugliamento misto nelle ore prevalentemente serali, quando maggiore è la richiesta di sicurezza». Piovono le polemiche.  Eugenio Scalfari commenta dicendo che in tutta Italia sono presenti 100.000 unità di poliziotti, altrettanti di carabinieri e guardia di finanza: 2.500 in più cosa cambiano?  Non ha tutti i torti, anche se forse darebbe un idea migliore di ordine e rispetto per la società. E secondo il sindaco della nostra città, Sergio Chiamparino, militari in città si vedono solo in stati sudamericani caratterizzati da dittature militari. Ma in effetti quello di Berlusconi è stato un po’ un golpe.


Monnezzopoli / Marce-Kalì

8 Giugno, 2008

 

ok dopo una evidente assenza torno, ma, strano ma vero, oggi non sono affato di buon umore…

Pecunia non olet. Per la Confindustria questo è molto più di un comandamento. E’ un modo di essere. La spazzatura olet, ma non per la Marcegaglia. Per lei la monnezza è come lo Chanel numero 5.
L’oncologo Michelangiolo Bolognini fa luce sui veri motivi di Monnezzopoli. Confindustria cambierà presto nome: si chiamerà Puzzindustria in onore della nuova Kali: MarceKali degli inceneritori.
Il sistema industriale italiano è in grave crisi sul versante produttivo. I gruppi industriali che più contano sono ricorsi da un pezzo all’assistenza pubblica, che viene elargita sotto varie forme più o meno mascherate dall’interesse collettivo.
Uno dei casi più rilevanti è stato, ed è, quello delle incentivazioni CIP6 finanziate da una tassa “occulta”, di circa il 7%, sulle bollette elettriche dei consumatori (che avrebbero dovuto finanziare le fonti di energia rinnovabile), beneficiano, con finanziamenti annuali miliardari, soprattutto i proprietari di impianti che bruciano residui petroliferi, i rifiuti e/o le cosiddette “biomasse”.
Gli impianti di incenerimento sono inutili, specie nel caso che si attui una corretta gestione dei rifiuti con raccolta differenziata domiciliari, trasformazione in compost della parte biodegradabile, “umida”, del rifiuto, riciclo e recupero di materiali; questi dati sono noti ed incontrovertibili tra gli esperti.
Nella categoria degli esperti non si ritrovano quindi, con tutta evidenza, i politici professionisti, la “grande stampa”, ed anche l’imprenditoria vincente ed assistita, proprietaria, questa, della “grande stampa”.
Un esempio evidente è stato il discorso di insediamento all’assise di Confindustria dove la neo-presidente Emma Marcegaglia ha così affermato: “I sistemi di gestione dei rifiuti sono molto vicini al collasso in molte regioni, anche perché si dice no ai termovalorizzatori, attivi in tutti gli altri Paesi. Paghiamo i costi più alti d’Europa per l’energia.” Strano, perché la signora Marcegaglia di rifiuti ne dovrebbe sapere qualcosa, visto che ha tre impianti di incenerimento per “combustibile da rifiuti”(CDR) in fase di realizzazione (Massafra, Manfredonia, Modugno), si è poi aggiudicata “l’affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico di recupero energetico a servizio dei bacini di utenza Lecce1, 2 e 3 ” e gestisce anche la “Filiera Rifiuti Speciali Oikothen” di Augusta, con autorizzazione peraltro sospesa da Regione Sicilia e Comune di Augusta, ed in altra “colonia” meridionale, a Cutro, in Calabria, ha già in attività una Centrale elettrica “a biomasse”.
Strano, anche, che la signora Marcegaglia si lamenti degli alti costi dell’energia visto che quota parte dei sovrapprezzi elettrici, che il consumatore italiano paga con il meccanismo dei CIP6, già arriva alla sua citata Centrale elettrica di Cutro; a tale proposito potrebbe risultare interessante l’ulteriore possibilità di guadagno ottenibile con l’ultima legge Finanziaria
La mossa del governo è chiara, politicamente efficace ed “apprezzabile”, non solo dalle forze politiche della maggioranza, ma anche quelle dell’opposizione, dai cattolici sedicenti difensori della vita, ai democratici “ombra”, fino ai grandi moralisti e moralizzatori per “via giudiziaria”: si trattava e si tratta, per il governo, come pure per l’opposizione, di dare un segnale, “colpire uno per educarne cento” , partendo proprio dal sito più tecnicamente indifendibile, anche perché la vera partita è un’altra: la realizzazione, in Campania, ma anche nel resto d’Italia dei “termovalorizzatori”.
Occorre ricordare come, dopo che per mesi mass media e frotte di politici ignoranti avevano proposto, in modo martellante, la «termovalorizzazione» mediante incenerimento, non solo come soluzione al “problema rifiuti”, ma anche come alternativa alle discariche (dato, quest’ ultimo fantasioso, in quanto se anche la «termovalorizzazione» fosse integrale per tutti i rifiuti, non li eliminerebbe fisicamente, ma si limiterebbe a ridurli a circa il 30% della massa iniziale, oltre a produrrne, a sua volta e in quota non irrilevante, un ulteriore 3-5% e di una tipologia estremamente pericolosa, e tutti questi rifiuti hanno a loro volta bisogno di discariche), si è dovuto finalmente ammettere che è solo con l’utilizzo delle discariche che si può risolvere l’emergenza.
A dispetto infatti di tutte le retoriche inceneritoriste, che sostengono la “termovalorizzazione” come la soluzione di tutto, è stata la chiusura delle discariche allora esistenti in Campania e la mancata previsione di nuove discariche nel cosiddetto “ciclo integrato dei rifiuti”, insieme alla infima qualità degli impianti delle imprese del gruppo Impregilo di Cesare Romiti, da quelli che dovevano produrre Combustibile da rifiuti (Cdr) diventato semplicemente «ecoballe» e l’assoluta insufficienza del progetto del primo impianto di «termovalorizzazione», quello di Acerra, (per il quale non veniva previsto, originariamente, nemmeno un soddisfacente sistema di abbattimento degli inquinanti, tanto che il gruppo di lavoro del ministero dell’Ambiente, che successivamente revisionerà il progetto, imporrà “adeguamenti” tecnici per un costo di 25 milioni di euro) che hanno causato l’emergenza rifiuti (vedi “Camorra di Stato e stato di emergenza”, pubblicato su il “Il Ponte” ).
Dal punto di vista tecnico, mentre è necessario realizzare nuove discariche (su scala regionale, e non su base provinciale o comunale, se siamo in zone intensamente urbanizzate ), ovviamente in aree idonee dal punto di vista idrogeologico, e distanti dai centri abitati, è improponibile la realizzazione di questi impianti in aree urbane, a tale proposito si può ricordare come la prima normativa italiana sulla gestione dei rifiuti, la legge 20 marzo 1941, n. 366, stabilisse una distanza minima di 1000 metri dall’abitato per gli impianti di trattamento dei rifiuti, una norma di puro buonsenso, purtroppo non più ripresa, nelle normative successive.
Quello che sta accadendo a Napoli dovrebbe, infatti, far interrogare tanti “conformisti” sul completo fallimento di una cultura “ambientalista” che non ha saputo, né voluto, emanciparsi dai dettati dell’ecocapitalismo egemone, quello “malthusiano” che enfatizza catastrofismi profittevoli, come la crescita della CO2, che è così diventato l’unico “gas nocivo” riconosciuto e certificato, (oltre che merce da trattare nei nuovi mercati dei “diritti all’inquinamento”).
Non a caso, il bombardamento “terroristico” sui “Cambiamenti climatici” serve alla presidente di Confindustria per chiedere una nuova politica energetica che riparta dal nucleare, “unico modo per coniugare politica energetica con riduzione dei costi e cambiamenti climatici”.
Ma il fatto peggiore è che questo catastrofismo “confindustriale”, che viene imposto in tutte le salse, copre e fa trascurare la drammatica crescita degli inquinanti direttamente nocivi per gli esseri viventi, compreso gli esseri umani: dagli inquinanti organici persistenti, diossine e policlorofenili-PCB; ai metalli pesanti, anch’essi persistenti, cancerogeni riconosciuti, teratogeni o estremamente tossici; alle polveri ultrafini (PM0,1 ed inferiori) che non vengono nemmeno misurate; e, collegati a questo, la crescita altrettanto allarmante, dei tumori, anche nei bambini e negli adolescenti; delle malattie degenerative negli anziani, delle malformazioni nei neonati, della sterilità negli adulti.
Esistono numerosi dati scientifici che stanno dimostrando una correlazione diretta e di ampio raggio, prima impensata, tra queste malattie e gli inquinanti ambientali prima citati che andrebbero da subito eliminati o ridotti il più possibile.
Tutto questo viene ignorato dagli apparati culturali dominanti, anche quelli “ambientalisti” come pure, a maggior ragione, dai politici governativi che si dotano di tecnici compiacenti, “ancien régime”, meglio se con comuni interessi economici e di “affari”.
Non si evidenziano, o si nascondono, dati scientifici sempre più solidi ed evidenti che correlano la salute con l’inquinamento da alcuni inquinanti specifici, in ben studiate campagne di disinformazione e manipolazione mediatica.
Una mano a questa manipolazione viene anche data da ben costruiti “eroi anticamorristi”, che focalizzano l’attenzione sulla sola malavita locale, guardandosi bene di evidenziare le responsabilità dei “salotti buoni” della finanza e dell’imprenditoria vincente.
Lo stesso lavoro che viene fatto anche da certi “moralisti confindustriali”, giornalisti della “grande stampa” che denunciano molto sprechi e ruberie pubbliche e, molto meno, o per nulla, le maggiori ruberie private.
La neopresidente di Confindustria può impunemente affermare:”Bisogna tornare al rispetto delle regole. Mi dispiace per la popolazione che sta annegando tra i rifiuti per colpa di piccoli gruppi che stanno provocando incidenti, ma è venuto il momento che lo Stato a Napoli riprenda il suo ruolo. C’è la necessità di sbloccare tutti gli investimenti, dai termovalorizzatori alle ferrovie, alle autostrade che sono stati bloccati per motivi ambientali. Non accetteremo più che piccoli gruppi in malafede blocchino il Paese e ci condannino al declino. Certo bisognerà dialogare con la gente parlando di compensazioni, ma poi bisognerà chiudere con i veti” (” il Sole 24 ore”, 5 maggio 200 8) ; linea dura e legalità, dunque, mentre solo alcuni mesi fa la Marcegaglia SpA ha petteggiato una sanzione di 500 mila euro più 250 mila euro di confisca per una tangente di un milione 158 mila euro pagata a Lorenzo Marzocchi di EniPower. Oltre al patteggiamento dell’azienda, Antonio Marcegaglia, fratello di Emma, ha patteggiato 11 mesi di reclusione con sospensione della pena.
Un “Sistema Paese” che per far funzionare, a ogni costo, imprese decotte, ha bisogno dei militari è forse davvero più che “al declino”, declinato da un pezzo.
Resta però un’unica consolazione, la risoluzione dell’emergenza campana, con le discariche, potrà rendere evidente la colossale truffa del sistema inceneritorista, senza il messaggio fuorviante dei rifiuti per strada: sta ai cittadini responsabili; ai tecnici ed ai professionisti che seguono la loro deontologia; agli imprenditori coraggiosi che, ostacolati da tutti, hanno realizzato filiere di recupero di materia esemplari; prendersi carico di questo compito, con la consapevolezza di essere la potenziale maggioranza del Paese e per la sua possibile salvezza.” Michelangiolo Bolognini, medico oncologo


Marzo 1821

18 Maggio, 2008

Lavorando sul mio esame di terza media cercavo delle poesie e degli inni di Manzoni da aggiungere al mio programma per l’orale…e cercando, cercando, sono arrivato a Marzo 1821 e poi alla traduzione di questa splendida poesia….

 MARZO 1821

 

Soffermati sulla sponda sabbiosa del Ticino, guardato il fiume appena superato, pensando alla sorte cui stavano andando incontro, rassicurati dall’antico valore dell’Italia romana, hanno giurato: non accada mai più che questo fiume segni il confine tra due terre straniere; non ci siano più barriere all’interno dell’Italia.L’hanno giurato: altri uomini valorosi da altre regioni d’Italia hanno risposto a quel giuramento; preparando di nascosto le spade che ora sollevano alla luce del sole. Si sono già stretti le mani e hanno pronunciato il giuramento: o moriremo insieme, o saremo uniti nella vittoria.

Chi riuscirà a dividere nel Po le acque dei suoi affluenti: la Dora Baltea, la Dora Riparia, il Tanaro e il suo afl1uente Bormida, in Ticino,  le cui sponde sono ricche di vegetazione; chi riuscirà a distinguere le correnti della Mella e dell’aglio nel Po e i molti torrenti dell’Adda, quello sarà capace di dividere in genti disprezzate un popolo insorto, di ritornare al passato, infliggendogli gli antichi dolori: un popolo che sarà completamente libero delle Alpi al mare, unito nelle armi, nella lingua, nella religione, nelle memorie, nel sangue e nei sentimenti.

Con lo stesso volto sfiduciato, con lo sguardo abbattuto e intimorito con il quale un mendicante tollerato per pietà sta in terra straniera, allo stesso modo doveva stare in Lombardia il lombardo. Quello che volevano gli altri era legge per lui, il suo destino era un segreto di altri, il suo ruolo era servire e tacere.

O stranieri, l’Italia ritorna a prendere la sua terra, sua eredità; o stranieri, andate via da una terra che non vi ha dato i natali. Non vedete che tutta la gente insorge dal Cenisio fino alla Sicilia? Non sentite che è instabile sotto il vostro straniero dominio?

O stranieri, sulle vostre bandiere sta il disonore di un giuramento tradito, un giuramento da voi pronunciato vi porta ad una guerra ingiusta. Voi insieme avete gridato in quei giorni: Dio rifiuta il dominio straniero, ogni popolazione sia libera e che muoia l’ingiusta ragione della guerra. Se la terra dove avete sofferto il potere straniero adesso è la tomba dei vostri oppressori, se la faccia dei vostri nemici allora vi sembrava disgustosa, chi vi ha detto che le sofferenze degli italiani non avrebbero portato mai a niente? Chi vi ha detto che Dio che ha ascoltato i vostri lamenti, non avrebbe ascoltato anche i nostri?

Proprio quel Dio che chiuse le acque del Mar Rosso sui crudeli Egiziani che inseguivano gli Ebrei, quel Dio che aveva messo nelle mani della forte Giaele il martello e che lo aveva aiutato a dare il colpo a Sisara. Quello che è il padre di tutte le genti, che non ha mai detto ai Tedeschi: andate, raccogliete i frutti che non avete coltivato; stendete la mano: vi do l’Italia.

Cara Italia! Dove il lamento della tua schiavitù è arrivato, dove l’umanità ha ancora speranza, dove la libertà è già fiorita, dove nel segreto matura, dove gli uomini piangono la loro sventura, non c’è nessun cuore che non batta per te.

Quante volte ha aspettato sulle Alpi l’arrivo di una bandiera amica. Quante volte hai voltato lo sguardo ai due mari! Ecco, infine, gli aiuti sono giunti dall’interno, tutti uniti intorno alla tua bandiera, forti e spinti dalle loro sofferenze, sono arrivati i tuoi figli a lottare. Adesso, o forti, vediamo sul vostro viso la rabbia che avete tenuto nascosta dentro di voi: si combatte per l’Italia, vincete. La sorte dell’Italia dipende da voi. a la vedremo liberata da voi annessa ai popoli liberi; o resterà sotto il dominio straniero, più vile, più sottomessa e più derisa.

ah giorni della nostra vittoria! Oh sventurato chi da lontano li udirà da altri come se fosse uno straniero; chi narrerà questi fatti ai propri figli dovendo aggiungere sospirando: io non ero lì; chi non avrà salutato quel giorno la bandiera vincitrice

 

 

 

 

 

Italiani se leggete questa banale e insulsa frase in confronto a quelle di Manzoni, rifletteteci lo stesso e ritornate quelli di una volta! Basta pensare allo svago, al consumismo e allo spreco. All’individualità, al razzismo e alla xenofobia. Basta pensare di vivere in un mondo che non funziona a causa degli altri. Ritorniamo quelli di una volta, con gli ideali patriottici e romantici, e pensiamo a quelli che con il sangue, il sudore e la lotta hanno fatto l’Italia! Non pensiamo al federalismo! Perchè l’Italia è bella così com’è. Pensiamo al futuro, ma con uno sguardo al passato, recente della creazione del nostro stato!
Italiani, Unitevi!

                                                                                                                                                 (Francesco P.)


Attenzione!: elevate radiazioni di centro destra

28 Aprile, 2008

Sperava nel terzo mandato. Sperava in quel bel tris che avrebbe mantenuto la capitale Roma nelle mani del centro sinisitra. Erano 15 gli anni in cui la sinistra ha avuto il posto in municipio e si sperava potessero aumentare ancora. Rutelli, candidato al posto di Veltroni, candidato invece come premier, voleva ritornare al suo terzo mandato, contro il candidato Alemanno, centro destra. I primi calcoli forse lo davano in vantaggio, e non di poco. Perlomeno dall’ultima volta che ho guardato il telegiornale…ehm...Quella degli ultimi giorni era stata una campagna elettorale veramente infiammata, l’ultimo rush in cui si sarebbe decisa la sorte della capitale. Il tema principale, dopo l’aggressione e tentato stupro di una ragazza alla periferia di Roma, tutti i candidati avevano scelto come tema centrale la sicurezza nelle città italiane. Complice forse di un eccessiva, ma efficace, strumentalizzazione di questo accaduto, Alemanno si è portato ad un distacco di circa 7 punti, e, contro ogni mia previsione, ha vinto. Mai mi sarei aspettato questo risultato, e, purtroppo, ora posso affermare: L’Italia è definitivamente di destra. Poche sono quelle città che tenacemente resistono all’avanzata di Berlusconi & Co. Peccato. Mi sarebbe piaciuto vedere un italia al “top”. Ma così…non credo si andrà avanti più di tanto. Alemanno promette di essere “sindato di tutti”, speriamo che mantenga codesta promessa, e continui il bel periodo che stava vivendo Roma. E intanto, da vero leader, Ruttelli, come ha anche fatto Veltroni, telefona all’avversario e gli congratula la bella vittoria. “Grande amarezza, ma ho fatto il mio dovere” dice Francesco Rutelli, e pensa, non alla sconfitta, ma al futuro della sua carriera politica. Le cifre però ci danno una prospettiva interessante, ma allo stesso tempo strana: in provincia vince di gran lunga il candidato della sinistra, mentre al comune quello della destra. Come mai? Gli elettori della provincia, almeno in parte, sono della città di Roma, e allora come mai hanno preferito (in provincia) la sinistra e al comune la destra? Forse stanchi del fondatore della Margherita?


25 Aprile. Mano sul cuore.

24 Aprile, 2008

Domani niente scuola. Che bello. Perchè però non si va a scuola domani? Domani è il 25 Aprile, data fondamentale per la storia italiana del XX secolo, caratterizzata dalla sconfitta e conseguente estirpazione (se si può dire) del fascismo in Italia. “Estirpazione” del fascismo solo formalmente, poichè tutt’oggi il fascismo c’è, e non se ne fa un segreto. Ad esempio un candidato nel popolo delle libertà, Ciarrapico, ha sostenuto pubblicamente di essere fascista e amare questi ideali politici. Basti pensare anche solo a quanti partiti di estrema destra siano nati negli ultimi anni: La Destra, Fiamma Tricolore,ecc..o movimenti violenti e sovversivi come “Forza Nuova”, che fonda il suo “credo” sul fascismo, sulla violenza e sul razzismo. Ma non era di questo che volevo parlare. L’altro giorno, cercando qualcosa di interessante di cui poter scrivere sul blog, ho letto un interessantissimo articolo sul Sole 24 Online, che purtroppo non riesco più a trovare, data la quantità di articoli redatti sul sito del famoso quotidiano. L’articolo poneva l’accento sul fatto che nelle recenti elezioni sono stati esclusi dal parlamento partiti estremisti, sia a destra che a sinistra. Banalmente possiamo dire: niente comunisti niente fascisti. Il perno centrale era anche il fatto che finalmente, dopo tanti anni si poteva festeggiare un 25 Aprile tranquillamente, pensando alla resistenza partigiana, commentando positivamente le imprese dei soldati partigiani italiani senza che estremisti fascisti debbano creare “confusioni” (detto cortesemente nei confronti dei fascisti). Questo giorno è speciale per ogni italiano che voglia definirsti tale. Domani è il 25 Aprile ragazzi. Tutti con la mano destra sul cuore mentre si ascolta l’inno. Con il cuore che ci batte forte e la schiena piena di brividi pensando al nostro amore per la patria canteremo Fratelli d’Italia, e penseremo “Che succede in Italia oggi?” e potremo cominciare a pensare a cosa fare per migliorare la situazione nel nostro paese. Il Nostro, non quello di politici o finti idealisti.

Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò


“Perchè non una corda?!”

23 Aprile, 2008

Che tristezza. Forse questo blog è troppo critico ma dobbiamo aprire gli occhi e vi voglio fare notare qualche cosa. Il caso “Thyssen” . Polverone e putiferio mediatico, e non. Un sacco di operai sono morti perchè gli estintori in una fabbrica dove si lavora con il metallo fuso (per farla breve!) non erano funzionanti,  erano vecchi e scarichi, ma la centrale dei pompieri era a due passi, 70 m più o meno, si sarebbero potuti salvare no? L’incendio continuava a propagarsi ma i pompieri…non arrivavano. Denunciati i direttori e dirigenti dell’azienda per le mancate ispezioni di sicurezza, poichè ci guadagnavano a non fare i controlli. Bravi. Giocavano con la vita degli operai. Che si facevano il mazzo per portare a casa il pane, alle loro famiglie, fratelli, mogli,…figli. Che ora non hanno più un padre per via di speculatori. Dopo tutto questo, tutti i discorsi sulla sicurezza dei leader politici, gli scioperi, le manifestazioni…si sperava che il capitolo “morti bianche” aperto da tanto tempo, si potesse finalmente chiudere. Mio nonno mi dice sempre, e ha ragione, che quando si accende il telegiornale si sente sempre parlare di morte, anche sul lavoro. In un mondo dove la tecnologia è padrona si spera che si possa salvare anche le vite della gente che fa lavori pericolosi, proteggendola o curandola in caso di incidente. In questi giorni le morti sul lavoro si susseguono come pedine di domino che cadono, senza sosta. Mi chiedo allora dove siano le protezioni o qualcosa che salvi la vita a questi lavoratori. La risposta c’è, ma è ”si ci sono”…ma non si usano. Il brutto è che ogni giorno questo accade, ri-accade, ri-accade ancora, e nessuno capisce. Perchè niente casco? Perchè niente imbracatura? Davanti casa mia stanno riparando il tetto di un decimo piano. Dov’è la corda che ti sostiene e ti evita di cadere giù? Miracoli della tecnologia forse è trasparente? No, non c’è. Saltellano come Spider-man sul tetto per riparare le tegole ma loro non hanno i sensi di ragno e possono scivolare, cadere da un altezza di circa trenta metri. E morire. Negli ultimi giorni a Monfalcone, a Ferrara, a Frosinone, a Salerno, a La Spezia…morti che non ritorneranno, ma che lasceranno il segno e un dolore indelebile nel cuore delle famiglie, che penseranno, “Perchè non una corda?!”