Il V2-day è stato un successo perché quasi 500 piazze in Italia e all’estero hanno partecipato, perché sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perché 120.000 persone hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day è stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell’informazione. Per il silenzio dell’informazione. Per la comicità dell’informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all’orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare.
L’informazione di regime è stata il miglior sponsor del V2-day. Imperdibili alcune mie inquadrature dal basso in modo da non far vedere la gente. E’ la stessa tecnica usata dal regime comunista polacco per la visita di Giovanni Paolo II nella sua prima visita in Polonia. C’erano milioni di persone, ma sembrava che parlasse al vuoto. Ragazzi, se non ci foste voi mi sentirei un po’ a disagio, un po’ solo. Comincerei a pensare che il pazzo è Beppe Grillo. Che è giusto che un politico possieda tre televisioni nazionali. Che l’Italia sia considerata semilibera per l’informazione da istituti internazionali. Che in Parlamento ci siano 70 tra condannati, prescritti e rinviati a giudizio. Si, il pazzo sono io e lo siete anche voi che siete scesi in piazza in questo bellissimo, solare, 25 aprile.
Piazza San Carlo Torino, 25 aprile
Siamo pazzi di libertà. Grazie, ancora grazie, passerei le ore a gridarvi grazie dalla finestra. So che mi sentite.
Sperava nel terzo mandato. Sperava in quel bel tris che avrebbe mantenuto la capitale Roma nelle mani del centro sinisitra. Erano 15 gli anni in cui la sinistra ha avuto il posto in municipio e si sperava potessero aumentare ancora. Rutelli, candidato al posto di Veltroni, candidato invece come premier, voleva ritornare al suo terzo mandato, contro il candidato Alemanno, centro destra. I primi calcoli forse lo davano in vantaggio, e non di poco. Perlomeno dall’ultima volta che ho guardato il telegiornale…ehm...Quella degli ultimi giorni era stata una campagna elettorale veramente infiammata, l’ultimo rush in cui si sarebbe decisa la sorte della capitale. Il tema principale, dopo l’aggressione e tentato stupro di una ragazza alla periferia di Roma, tutti i candidati avevano scelto come tema centrale la sicurezza nelle città italiane. Complice forse di un eccessiva, ma efficace, strumentalizzazione di questo accaduto, Alemanno si è portato ad un distacco di circa 7 punti, e, contro ogni mia previsione, ha vinto. Mai mi sarei aspettato questo risultato, e, purtroppo, ora posso affermare: L’Italia è definitivamente di destra. Poche sono quelle città che tenacemente resistono all’avanzata di Berlusconi & Co. Peccato. Mi sarebbe piaciuto vedere un italia al “top”. Ma così…non credo si andrà avanti più di tanto. Alemanno promette di essere “sindato di tutti”, speriamo che mantenga codesta promessa, e continui il bel periodo che stava vivendo Roma. E intanto, da vero leader, Ruttelli, come ha anche fatto Veltroni, telefona all’avversario e gli congratula la bella vittoria. “Grande amarezza, ma ho fatto il mio dovere” dice Francesco Rutelli, e pensa, non alla sconfitta, ma al futuro della sua carriera politica. Le cifre però ci danno una prospettiva interessante, ma allo stesso tempo strana: in provincia vince di gran lunga il candidato della sinistra, mentre al comune quello della destra. Come mai? Gli elettori della provincia, almeno in parte, sono della città di Roma, e allora come mai hanno preferito (in provincia) la sinistra e al comune la destra? Forse stanchi del fondatore della Margherita?
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Ci collochiamo a sinistra. Lontani dal centro Destra quindi.
Siamo di sinistra e, essendo liberi di pensarla come vogliamo, decidiamo di mettere questo banner, perchè siamo stanchi dell'egemonia di Berlusconi in questo paese. Che, anche grazie a lui, è in crisi.
Pandoro Blog
Concordo in pieno.
Trovo scritto su un blog, http://durk.altervista.org, un interessante iniziativa, e qui, anche se con poco spazio, la posto.
"Ora basta!
Basta intromissioni, signor Ratzinger!
E se pensare con la propria testa significa essere dei terroristi, come dice lei (o chi per lei), eccomi, sono un Terrorista e datemi pure la scomunica che io, alle sue condizioni, in dio non voglio crederci!
Terroristi unitevi... ma non contro il Vaticano, nè contro la fede cattolica, ma contro chiunque vi dica in cosa e in chi credere, cosa è giusto e cosa è sbagliato! Abbiate il coraggio di pensare con la vostra testa!
Non è una lotta politca, non è una lotta religiosa!
Quella qui proposta è una lotta per la vostra libertà.
E mi dispiace per il papa, ma è l'ultimo esempio di qualcuno che vuol far prevalere, con una "guerra" propagandistica di pace, ciò che pace non è.
Noi vogliamo armarci del nostro LIBERO pensiero fatto di LIBERE parole, e voi?
«Chi controlla il passato, controlla il futuro. Chi controlla il presente, controlla il passato.» diceva George Orwell in "1984".
Volete farvi controllare o volete scegliere?