Monnezzopoli / Marce-Kalì

8 Giugno, 2008

 

ok dopo una evidente assenza torno, ma, strano ma vero, oggi non sono affato di buon umore…

Pecunia non olet. Per la Confindustria questo è molto più di un comandamento. E’ un modo di essere. La spazzatura olet, ma non per la Marcegaglia. Per lei la monnezza è come lo Chanel numero 5.
L’oncologo Michelangiolo Bolognini fa luce sui veri motivi di Monnezzopoli. Confindustria cambierà presto nome: si chiamerà Puzzindustria in onore della nuova Kali: MarceKali degli inceneritori.
Il sistema industriale italiano è in grave crisi sul versante produttivo. I gruppi industriali che più contano sono ricorsi da un pezzo all’assistenza pubblica, che viene elargita sotto varie forme più o meno mascherate dall’interesse collettivo.
Uno dei casi più rilevanti è stato, ed è, quello delle incentivazioni CIP6 finanziate da una tassa “occulta”, di circa il 7%, sulle bollette elettriche dei consumatori (che avrebbero dovuto finanziare le fonti di energia rinnovabile), beneficiano, con finanziamenti annuali miliardari, soprattutto i proprietari di impianti che bruciano residui petroliferi, i rifiuti e/o le cosiddette “biomasse”.
Gli impianti di incenerimento sono inutili, specie nel caso che si attui una corretta gestione dei rifiuti con raccolta differenziata domiciliari, trasformazione in compost della parte biodegradabile, “umida”, del rifiuto, riciclo e recupero di materiali; questi dati sono noti ed incontrovertibili tra gli esperti.
Nella categoria degli esperti non si ritrovano quindi, con tutta evidenza, i politici professionisti, la “grande stampa”, ed anche l’imprenditoria vincente ed assistita, proprietaria, questa, della “grande stampa”.
Un esempio evidente è stato il discorso di insediamento all’assise di Confindustria dove la neo-presidente Emma Marcegaglia ha così affermato: “I sistemi di gestione dei rifiuti sono molto vicini al collasso in molte regioni, anche perché si dice no ai termovalorizzatori, attivi in tutti gli altri Paesi. Paghiamo i costi più alti d’Europa per l’energia.” Strano, perché la signora Marcegaglia di rifiuti ne dovrebbe sapere qualcosa, visto che ha tre impianti di incenerimento per “combustibile da rifiuti”(CDR) in fase di realizzazione (Massafra, Manfredonia, Modugno), si è poi aggiudicata “l’affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico di recupero energetico a servizio dei bacini di utenza Lecce1, 2 e 3 ” e gestisce anche la “Filiera Rifiuti Speciali Oikothen” di Augusta, con autorizzazione peraltro sospesa da Regione Sicilia e Comune di Augusta, ed in altra “colonia” meridionale, a Cutro, in Calabria, ha già in attività una Centrale elettrica “a biomasse”.
Strano, anche, che la signora Marcegaglia si lamenti degli alti costi dell’energia visto che quota parte dei sovrapprezzi elettrici, che il consumatore italiano paga con il meccanismo dei CIP6, già arriva alla sua citata Centrale elettrica di Cutro; a tale proposito potrebbe risultare interessante l’ulteriore possibilità di guadagno ottenibile con l’ultima legge Finanziaria
La mossa del governo è chiara, politicamente efficace ed “apprezzabile”, non solo dalle forze politiche della maggioranza, ma anche quelle dell’opposizione, dai cattolici sedicenti difensori della vita, ai democratici “ombra”, fino ai grandi moralisti e moralizzatori per “via giudiziaria”: si trattava e si tratta, per il governo, come pure per l’opposizione, di dare un segnale, “colpire uno per educarne cento” , partendo proprio dal sito più tecnicamente indifendibile, anche perché la vera partita è un’altra: la realizzazione, in Campania, ma anche nel resto d’Italia dei “termovalorizzatori”.
Occorre ricordare come, dopo che per mesi mass media e frotte di politici ignoranti avevano proposto, in modo martellante, la «termovalorizzazione» mediante incenerimento, non solo come soluzione al “problema rifiuti”, ma anche come alternativa alle discariche (dato, quest’ ultimo fantasioso, in quanto se anche la «termovalorizzazione» fosse integrale per tutti i rifiuti, non li eliminerebbe fisicamente, ma si limiterebbe a ridurli a circa il 30% della massa iniziale, oltre a produrrne, a sua volta e in quota non irrilevante, un ulteriore 3-5% e di una tipologia estremamente pericolosa, e tutti questi rifiuti hanno a loro volta bisogno di discariche), si è dovuto finalmente ammettere che è solo con l’utilizzo delle discariche che si può risolvere l’emergenza.
A dispetto infatti di tutte le retoriche inceneritoriste, che sostengono la “termovalorizzazione” come la soluzione di tutto, è stata la chiusura delle discariche allora esistenti in Campania e la mancata previsione di nuove discariche nel cosiddetto “ciclo integrato dei rifiuti”, insieme alla infima qualità degli impianti delle imprese del gruppo Impregilo di Cesare Romiti, da quelli che dovevano produrre Combustibile da rifiuti (Cdr) diventato semplicemente «ecoballe» e l’assoluta insufficienza del progetto del primo impianto di «termovalorizzazione», quello di Acerra, (per il quale non veniva previsto, originariamente, nemmeno un soddisfacente sistema di abbattimento degli inquinanti, tanto che il gruppo di lavoro del ministero dell’Ambiente, che successivamente revisionerà il progetto, imporrà “adeguamenti” tecnici per un costo di 25 milioni di euro) che hanno causato l’emergenza rifiuti (vedi “Camorra di Stato e stato di emergenza”, pubblicato su il “Il Ponte” ).
Dal punto di vista tecnico, mentre è necessario realizzare nuove discariche (su scala regionale, e non su base provinciale o comunale, se siamo in zone intensamente urbanizzate ), ovviamente in aree idonee dal punto di vista idrogeologico, e distanti dai centri abitati, è improponibile la realizzazione di questi impianti in aree urbane, a tale proposito si può ricordare come la prima normativa italiana sulla gestione dei rifiuti, la legge 20 marzo 1941, n. 366, stabilisse una distanza minima di 1000 metri dall’abitato per gli impianti di trattamento dei rifiuti, una norma di puro buonsenso, purtroppo non più ripresa, nelle normative successive.
Quello che sta accadendo a Napoli dovrebbe, infatti, far interrogare tanti “conformisti” sul completo fallimento di una cultura “ambientalista” che non ha saputo, né voluto, emanciparsi dai dettati dell’ecocapitalismo egemone, quello “malthusiano” che enfatizza catastrofismi profittevoli, come la crescita della CO2, che è così diventato l’unico “gas nocivo” riconosciuto e certificato, (oltre che merce da trattare nei nuovi mercati dei “diritti all’inquinamento”).
Non a caso, il bombardamento “terroristico” sui “Cambiamenti climatici” serve alla presidente di Confindustria per chiedere una nuova politica energetica che riparta dal nucleare, “unico modo per coniugare politica energetica con riduzione dei costi e cambiamenti climatici”.
Ma il fatto peggiore è che questo catastrofismo “confindustriale”, che viene imposto in tutte le salse, copre e fa trascurare la drammatica crescita degli inquinanti direttamente nocivi per gli esseri viventi, compreso gli esseri umani: dagli inquinanti organici persistenti, diossine e policlorofenili-PCB; ai metalli pesanti, anch’essi persistenti, cancerogeni riconosciuti, teratogeni o estremamente tossici; alle polveri ultrafini (PM0,1 ed inferiori) che non vengono nemmeno misurate; e, collegati a questo, la crescita altrettanto allarmante, dei tumori, anche nei bambini e negli adolescenti; delle malattie degenerative negli anziani, delle malformazioni nei neonati, della sterilità negli adulti.
Esistono numerosi dati scientifici che stanno dimostrando una correlazione diretta e di ampio raggio, prima impensata, tra queste malattie e gli inquinanti ambientali prima citati che andrebbero da subito eliminati o ridotti il più possibile.
Tutto questo viene ignorato dagli apparati culturali dominanti, anche quelli “ambientalisti” come pure, a maggior ragione, dai politici governativi che si dotano di tecnici compiacenti, “ancien régime”, meglio se con comuni interessi economici e di “affari”.
Non si evidenziano, o si nascondono, dati scientifici sempre più solidi ed evidenti che correlano la salute con l’inquinamento da alcuni inquinanti specifici, in ben studiate campagne di disinformazione e manipolazione mediatica.
Una mano a questa manipolazione viene anche data da ben costruiti “eroi anticamorristi”, che focalizzano l’attenzione sulla sola malavita locale, guardandosi bene di evidenziare le responsabilità dei “salotti buoni” della finanza e dell’imprenditoria vincente.
Lo stesso lavoro che viene fatto anche da certi “moralisti confindustriali”, giornalisti della “grande stampa” che denunciano molto sprechi e ruberie pubbliche e, molto meno, o per nulla, le maggiori ruberie private.
La neopresidente di Confindustria può impunemente affermare:”Bisogna tornare al rispetto delle regole. Mi dispiace per la popolazione che sta annegando tra i rifiuti per colpa di piccoli gruppi che stanno provocando incidenti, ma è venuto il momento che lo Stato a Napoli riprenda il suo ruolo. C’è la necessità di sbloccare tutti gli investimenti, dai termovalorizzatori alle ferrovie, alle autostrade che sono stati bloccati per motivi ambientali. Non accetteremo più che piccoli gruppi in malafede blocchino il Paese e ci condannino al declino. Certo bisognerà dialogare con la gente parlando di compensazioni, ma poi bisognerà chiudere con i veti” (” il Sole 24 ore”, 5 maggio 200 8) ; linea dura e legalità, dunque, mentre solo alcuni mesi fa la Marcegaglia SpA ha petteggiato una sanzione di 500 mila euro più 250 mila euro di confisca per una tangente di un milione 158 mila euro pagata a Lorenzo Marzocchi di EniPower. Oltre al patteggiamento dell’azienda, Antonio Marcegaglia, fratello di Emma, ha patteggiato 11 mesi di reclusione con sospensione della pena.
Un “Sistema Paese” che per far funzionare, a ogni costo, imprese decotte, ha bisogno dei militari è forse davvero più che “al declino”, declinato da un pezzo.
Resta però un’unica consolazione, la risoluzione dell’emergenza campana, con le discariche, potrà rendere evidente la colossale truffa del sistema inceneritorista, senza il messaggio fuorviante dei rifiuti per strada: sta ai cittadini responsabili; ai tecnici ed ai professionisti che seguono la loro deontologia; agli imprenditori coraggiosi che, ostacolati da tutti, hanno realizzato filiere di recupero di materia esemplari; prendersi carico di questo compito, con la consapevolezza di essere la potenziale maggioranza del Paese e per la sua possibile salvezza.” Michelangiolo Bolognini, medico oncologo


News + poesia

30 Aprile, 2008
Camerata Alemanna!

Spiacevole imprevisto a Roma durante i festeggiamenti per la vittoria di Gianni Alemanno: un gruppo di ragazzetti con la testa rasata ha malmenato due pacifici oppositori.Il tafferuglio è subito cessato grazie alla diplomatica lungimiranza del nuovo sindaco, che ha intimato: Ok, può bastare.

Berlusconite

ForzAlitalia

Alla fine sei tornata
Ti speravo debellata

Ma tu sei malanno dalla ricomparsa ciclica
Etterna sciagura di codesta inferma politica

Febbre, pallore, disguidi intenstinali
Solo l’inizio dei tuoi sintomi infernali

Ineluttabile t’insidi nelle mie cellule indifese
Non v’è rimedio al mio aggravamento palese

Tra gli spasmi mi camuffo
Ora son alto come un puffo

I denti mi paiono il morso d’un purosangue
Sul capo una coltre bituminosa si sussegue

Non lasci tregua, il viso m’incomincia a tirare
Le guance dietro le orecchie si vanno a posare

E mentre in cerca della prossima vittima mediti
Ululo che dimezzerò le tasse, miei cari sudditi.


Il V2-day e l’orango Petronilla

28 Aprile, 2008

 

Il V2-day è stato un successo perché quasi 500 piazze in Italia e all’estero hanno partecipato, perché sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perché 120.000 persone hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day è stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell’informazione. Per il silenzio dell’informazione. Per la comicità dell’informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all’orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare.
L’informazione di regime è stata il miglior sponsor del V2-day. Imperdibili alcune mie inquadrature dal basso in modo da non far vedere la gente. E’ la stessa tecnica usata dal regime comunista polacco per la visita di Giovanni Paolo II nella sua prima visita in Polonia. C’erano milioni di persone, ma sembrava che parlasse al vuoto.
Ragazzi, se non ci foste voi mi sentirei un po’ a disagio, un po’ solo. Comincerei a pensare che il pazzo è Beppe Grillo. Che è giusto che un politico possieda tre televisioni nazionali. Che l’Italia sia considerata semilibera per l’informazione da istituti internazionali. Che in Parlamento ci siano 70 tra condannati, prescritti e rinviati a giudizio. Si, il pazzo sono io e lo siete anche voi che siete scesi in piazza in questo bellissimo, solare, 25 aprile.

V2-day_piazza_San_Carlo.jpg
Piazza San Carlo Torino, 25 aprile

Siamo pazzi di libertà. Grazie, ancora grazie, passerei le ore a gridarvi grazie dalla finestra. So che mi sentite.


La Nuova Storia

28 Aprile, 2008

iannuzzi20_dellutri_moglie_sgarbi

Da indiscrezioni siamo riusciti ad avere in anteprima alcuni passaggi dei nuovi testi di storia ideati dal teorico del PDL, Marcello Dell’utri. Per fortuna! Eravamo così stanchi di questi testi un pò retrò, un pò bolscevichi( dove siamo arrivati….) .

CAP 1. Tangentopoli.

All’inizio degli anni 90′ l’Italia politica è stata scossa da un tentativo di golpe messo in atto da una magistartura deviata e comunista. I migliori politici del nostro paese sono stati martoriati da una serie di indagini prive di fondamento. Tali indagini riguardavano fantomatiche tangenti che in realtà non sono mai esistite. La gogna mediatica di stampo stalinista aumentava nell’opinione pubblica tali credenze popolari. La situazione peggiorava di giorno in giorno, sembrava che la magistratura riuscisse a vincere. In talune circostanze, alcuni politici e integerrimi funzionari sono stati trovati in possesso di ingenti quantità di denaro, che in realtà servivano a finanziare attività benefiche, di interesse pubblico. Ma tanto bastava ai magistrati per far passare questi uomini che meritavano la beatificazione, come dei tangentisti senza scrupoli. Tanti di loro hanno ingloriosamente terminato la propria vita in carceri di regime, costruite clandestinamente dallo stato deviato, golpista e comunista. Le loro condizioni nelle prigioni erano di totale schiavitù e umiliazione, alcuni di loro hanno resistito gloriosamente, altri altrettanto gloriosamente hanno trovato la morte, trucidati direttamente dai magistrati, avidi di potere. Craxi fu costretto ad un esilio forzato in Tunisia, ma prima di fuggire portò con se i soldi, presi a prestito dalle casse dello stato, per costruire un ospedale in Fantasilandia, paese martoriato dalle guerre dalla notte dei tempi. La situazione era degenerata, i magistrati spadroneggiavano nel nostro paese. In quei concitati giorni i magistrati organizzavano ronde cavalcando grosse moto, talvolta imbracciando grosse fruste con le quali sollazzavano la propria bramosia, infliggendo ai politici scovati forti percussioni. Era la fine.In quei giorni un uomo meraviglioso, alto, slanciato, dal petto vigoroso e dalla folta chioma biondissima, partì da Arcore. A piedi raggiunse Roma. Nel tragitto, nei villaggi depredati dalla rossa magistratura, fece proselitismo e organizzò un pacifico esercito di liberazione nazionale.Dopo una lunga camminata che verrà poi definita “la grande marcia” giunse a Roma e con la sola forza della parola rovesciò il regime ormai instaurato. Erano rigogliosi giorni di festa. Un giorno Egli, dopo aver perdonato i magistrati che avevano sbagliato, pronunciò le seguenti parole dinnanzi ad una folla che adorava il proprio salvatore, disse “lasciate che i pargoli vengano a me”. Da quel giorno l’uomo bellissimo e altissimo giunto per noi, in sacrificio da Arcore guidò il paese verso la libertà. Negli anni altri tentativi di golpe si susseguirono. Una parte di magistratura sovvenzionata direttamente da satana (ex magistrato di Pavia) si organizzò in partito politico. Il Nostro che aveva a cuore più di ogni altra cosa la libertà del paese e la pace dei popoli, non si arrabbiò. Anzi tentò  un accordo elettorale per dare la possibilità a Di Pietro (loro leader) di entrare a far parte della festosa “Casa della Libertà”, ma lui rifiutò. Il paese si raccolse intorno a Lui, Silvio Berlusconi. Gli uomini lo ammiravano, le donne se ne innamoravano continuamente, i bambini giocavano con lui. Così è scritto. Viva la resistenza, quella vera!

<!– –>


Montezemolo tuona, i sindacati? Collaborano!

22 Aprile, 2008

 

 

Il quadro politico prodotto dalle elezioni fa ben sperare Confindustria. Montezemolo nel suo ultimo discorso ha continuato sulla linea di screditamento dei sindacati, attaccandoli frontalmente, tacciandoli di saper porre solo veti e di essere ormai distanti dai lavoratori, che a suo parere non si identificano più nei sindacati. L’analisi pare effettivamente esatta, i sindacati sono ormai lontani dagli interessi di classe, interessati più a inutili giochi di palazzo che ai diritti dei lavoratori. Questo però non vuol dire che i lavoratori siano dalla parte di Confindustria. Cavalcare la crisi dei sindacati in questa demagogica modalità, è sintomo che MontezemoloMontezemolo intravede nella politica attuale un ottimo momento per affondare definitivamente la contrattazione nazionale. I sindacati a suggello di tali convinzioni si sono subito giustificati ricordando che loro di veti non ne pongono. Ce ne eravamo accorti quando avete fatto passare la legge 30 senza fiatare, verrebbe da rispondergli. E’ sintomatico ricordare come un progetto di legge simile in Francia abbia provocato una rivolta generale, con tanto di occupazione della Sorbonne di Parigi che non veniva occupata dagli anni 60′. In Italia invece tutti zitti dinnanzi al ricordo strumentale e ridicolo di Biagi, stesore del testo, ucciso dalle Brigate Rosse. Nenache ad un attacco frontale reagiscono, anzi si giustificano, sono pronti al collaborazionismo. A pagare intanto sono sempre i lavoratori, loro continueranno la loro agiata vita. I lavoratori sono oggi in grave pericolo. Berlusconi e Veltroni in tema di lavoro troveranno sicuramente accordi. I sindacati, sempre meno combattivi, accetteranno qualsiasi condizione, come fanno da anni. Ci saranno magari alcuni scioperi di 1-2 ore, oppure scioperi di 15 minuti per qualche morto sul posto di lavoro. I lavoratori non si riconoscono più nel sindacato e hanno crescente timore di Confindustria. Vorrebbero poter troncare i rapporti con entrambi, e forse lo faranno tornando a combattere in prima persona. Certo attaccare, come ha fatto Montezemolo, il principio stesso della rappresentanza sindacale è una cosa senza precedenti. Molto pericolosa. Probabilmente l’aria politica gli ha dato forza. Gli oppositori non ci sono più. L’economia può iniziare quella deregulation selvaggia, tanto cara agli imprenditori. Sei pronto a combattere per difendere i tuoi diritti? sei pronto ad attaccare Confindustria senza nessun partito al tuo fianco e con la stampa contro?

<!– –>


Trova le differenze

21 Aprile, 2008

ruini_burns2

Quali differenze intercorrono tra i due? la fisionamia facciale è molto simile. Entrambi spaventerebbero qualsiasi bambino, entrambi sono a capo di una losca e bieca organizzazione che del profitto fa un credo assoluto, entrambi insidiano le comunità locali. Insomma, davvero Matt Groening ha dipinto, non intenzionalmente, la figura di Camillo Ruini.

Totò

 

Ancora una volta l’encomiabile Matt Groening, per i suoi personaggi, sembra prendere spunto dal nostro paese.Purtroppo, evidentemente, la malapolitica imperversa un po’ in tutto il mondo. Ciò non toglie che l’Italia in questo campo, può permettersi di competere con qualsiasi nazione, grande o piccola che sia. Per la serie magre consolazioni…

vignettapapasi3                         

per queste 2 no comment….