Il Polverone Del Cavaliere (di Curzio Maltese)

Splendido articolo riferito allo scandalo intercettazioni di Berlusconi, ma anche su come il “Cavaliere” riesce a infinocchiare un sacco di italiani facendo credere di trovarsi in un “Bel Paese”. E’ palese la verità ma sembra che nessuno riesca a leggere oltre le righe: oggi su Sky Tg 24 il sondaggio chiedeva se secondo noi l’operato di Berlusconi in questi due mesi di governo è stato “eccellente”, come lui stesso aveva detto qualche giorno prima. La maggioranza ha detto…Sì. Vi consiglio di leggere questo articolo perchè è veramente illuminante, e anche perchè sennò la mia fatica di averlo riscritto tutto a mano non sarebbe servita a niente…:D

La festa appena cominciata è già finita. Lo scandalo di letto e potere che ha tanto appassionato i media in questi giorni è stato chiuso ancora prima di esplodere davvero (ndr: grazie al decreto intercettazioni). Berlusconi ha deciso che da oggi non se ne parlerà più e magari andràproprio così. Si parlerà dei successi del governo e dell’infallibile rimozione dei rifiuti a Napoli, entro il mese (xD). Le montagne di immondizia che soffocano le istituzioni, quelle dovranno aspettare. Nelle democrazie gli uomini di potere rispondono all’opinione pubblica e all’opposizione. In Italia è il contrario. 
In una democrazia si sarebbe discusso dello scandalo vero: e cioè l’incredibile commistione tra un alto dirigente della tv pubblica e il leader politico proprietario della rete concorrente. Invece il patto scellerato Rai-Mediaset è stato oscurato dal polverone suscitato dalle intercettazioni scabrose che tutti dicono di conoscere ma chenessuno di noi ha visto e che – come ha scritto d’Avanzo – sono state in parte messe sotto chiave a Napoli (ndr: e bravo Berlu! ;)  ) Il monarca si è infastidito e ha usato tutti i suoi poteri, legislativo, economico e mediatico, per mettere a tacere le voci. Da padrone delle televisioni si è convocato per dare spiegazioni in una delle sue reti (ndr: un bel da farsi…xD) e poi si è sconvocato. Quindi ha deciso di chiudere l’incidente, nel corso di una conferenza stampa in cui non erano previste domande, con un monologo dove si è presentato  ancora come un martire della magistratura (ndr: evvai! Tanto tutti i coglioni gli credono pure!). Fine della ricreazione.
Berlusconi ha detto che queste vicende non interessano agli italiani. E’ doppiamente vero. Primo, perchè quello che interessa o non interessa agli italiani, da molti anni, lo decide direttamente Berlusconi (ndr: muahahah) da dominus assoluto dell’informazione. Secondo, perchè davvero sembra importare poco.
Quand’anche fosse deflagrato con la pubblicazione dei dialoghi veri, ormai mandati al macero, il caso delle ministre forse non avrebbe suscitato questo grande scandalo. Magari all’estero sì, ma non in Italia. La maggioranza dei cittadini non si è scandalizzata neppure quando Berlusconi, in campagna elettorale, ha definito “Eroe” il boss mafioso Mangano. La maggioranza dei cittadini non si scandalizza quando, ogni giorno, vengono picconati pezzi di costituzione e si attenta all’indipendenza della magistratura. La maggioranza non si scandalizza per l’avanzata di un regime feudale che trasforma i cittadini, poco a poco, in sudditi. A Berlusconi l’elettorato ha dato stavolta una delega in bianco. Qualunque cosa abbia fatto, faccia o dica, l’importante è che il premier mantenga la sua fama di mago e risolva con un colpo di bacchetta la crisi, tramutando il declino in un nuovo boom economico.
Una fede immotivata, visti i precedenti, ma nonostante questo incrollabile. Meglio, tanto più incrollabile quanto più irrazionale.
Tuttavia, poiche nessuna comunità riesce a sopravvivere senza un’istanza etica, non sarebbe giusto concludere che siamo diventato un paese  totalmente amorale. Questa sarebbe almeno una soluzione chiara. Siamo al contrario una nazione che pullula di piccoli moralisti, ansiosi di ripristinare  una legalità piccola ma feroce, nei confronti della piccola criminalità. L’antipolitica s’incarica poi di coinvolgere  l’indignazione verso bersagli odiatissimi quanto irrilevanti. L’aumento di stipendio di un consigliere comunale oggi provoca inauditi furori, mentre “non interessa” che Berlusconi in quindici anni di politica si sia arricchito più di quanto potranno fare migliaia di amministratori locali in molte vite. Il mancato arresto di una borseggiatrice rom risulta assai più intollerabile della sicura impunità di grandi E indovinate chi sono!bancarottieri, colpevoli di aver rovinato migliaia di famiglie. La consulenza di poche centinaia di euro affidata da un assessore a una lontana parente, magari capacissima, suscita un ondata di biasimo sociale, ben superiore all’eventuale nomina a ministro di un ex velina (ndr: pazzesco!)
La circostanza che le ministre chiaccherate siano le stesse cui il premier affida i solenni compiti di promuovere nel Paese una battaglia per la meritocrazia (ndr: assurdo!) e le pari dignità fra i sessi, aggiunge soltanto un tocco di grottesco alla generale perdita di senso. In tanti anni di egemonia, il Berlusconismo è riuscito nel capolavoro. La vita pubblica italiana è ormai la replica perfetta della poltiglia televisiva. Un blob grondante di volgarità e stupidità dove si capisce benissimo chi comanda e chi serve, come si ottiene il successo, quali sono il ruolo delle donne e i compiti del pubblico: applaudire e ridere a comando. Chi non sta al gioco, è cancellato dallo schermo (ndr: -.-). Negli intervalli , passano gli spot. Perfino il presidente del consiglio interrompe le conferenze stampa ufficiali per fare passare spot dei suoi manifesti di partito.
Alle minoranze dei non assuefatti, dei non rassegnati, fa male pensare al patrimonio di civiltà, cultura, intelligenza, opportunità che questo paese ha bruciato negli ultimi quindici anni (ndr: l’essenza stessa del mio blog) per inseguire i problemi, le fantqsie, i deliri, i progetti di un piccolo uomo. Ma al momento non si intravvedono alternative all’orizzonte e i sondaggi che sbandiera il Cavaliere sono reali. E’ reale la perdita di memoria collettiva di una Macondo dove un giorno bisognerà trovare nuovi nomi per le cose. S’è perso il ricordo stesso della grandezza. Dopo aver riscritto la Costituzione materiale e la storia repubblicana, forse nei prossimi anni si riscriverà anche la Letteratura. Nella prossima versione per le scuole de “I promessi sposi”, Lucia la dà senza tante storie a Don Rodrigo, che se ne vanta al cellulare con l’Innominato e gli chiedo di trovare un posto a lei e a Renzo. Don Abbondio siede da tempo alle massime cariche dello stato, Azzeccagarbugli è ministro della giustizia. E’ difficile però cambiare il finale, perchè in questi casi, alla fine, arriva sempre la catastrofe, arriva la peste. Per quando Don Ferrante, ministro dell’Economia, sia molto ottimista (ndr: indovinate chi è…)

Curzio Maltese

Una Risposta a “Il Polverone Del Cavaliere (di Curzio Maltese)”

  1. Pandoro Dice:

    questo maledetto silvio arghargh!

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