Meno sai e più guadagni
Cercavo qualcosa da leggere su “Repubblica Online“, e mi è saltato all’occhio un interessante articolo trattante “l’ereditarietà” del lavoro da parte di conoscenti, amici o parenti. In pratica un articolo che parla dei raccomandati e dei figli di papà. Non che abbia niente con chi trova lavoro presto, appena finita la laurea, dopo il master alla Bocconi pagato dal paparino, che con il porschino nuovo va al colloquio, giusto per formalità, visto che sa già di avere il lavoro in tasca. No, non ce l’ho con questa gente…l’articolo poneva giustamente l’accento che in Italia, purtroppo, molte professioni sono condizionate da questo circolo vizioso famiglia/amici, che rende (secondo me) poco professionale il lavoro, visto che magari anche se uno non è adatto a fare un certo tipo di lavoro, lo mettono lo stesso lì, perchè ha il “cadreghino” pronto. L’articolo poneva l’accento anche sul fatto che, secondo l’autore, nessuno dovrebbe venire avvantaggiato solo dal cognome che porta o da quanti soldi ha. Il giornale fa un simpatico esempio, dicendo che il ragazzino, sin dalla prima elementare, deve essere messo allo stesso piano degli altri, a seconda che
“venga accompagnato a scuola dall’autista di papà, o dalla madre disoccupata con i tre fratelli”. E’ importante questo ragionamento, perchè forse c’è qualcuno che ha delle potenzialità ma essendo mister Nessuno non riesce a sfruttarle…ed è triste come cosa. Ad esempio quando si va a votare, si vedono sempre gli stessi nomi, magari nipoti , fratelli, o cugini di vecchi politici…Vorrei farvi un esempio. Lo avrete sicuramente già sentito. Ma voglio farvi pensare un attimo. Un ragazzo esce dall’università col suo bel pezzo di carta. E qui c’è un bivio. O ti fai il mazzo cercandoti un lavoro e sudando, o prendi il porschino e vai al nuovo e iper pagato posto di lavoro. Vorrei parlarvi di un ragazzo che ha 26 anni e guadagna quasi 1 milione di € all’anno. Il suo nome è Luca Luciani. Lo conoscete? E’ il tormentone della rete per via della sua gaffe colossale su Napoleone. Luca Luciani, numero 1 di Tim, durante un infiammante discorso ai suoi dipendenti, ha cercato di paragonare il loro lavoro all’opera di Napoleone durante la battaglia di Waterloo. Alt: sappiamo tutti che lui perse alla grande vero? Luca Luciani si improvvisa revisionista storico e conferma invece che Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo. E poi lo chiama Napoletone, ma questo è altra storia. Gente così ci manda avanti…ce ne rendiamo conto? Rendiamocene conto, e pensiamo alle figure che ci fanno fare all’estero!! Vi prego di cercare su internet costui, perchè troverete montagne di (giuste) critiche sulle grandi società italiane, che al vertice hanno ignoranti pagati per quante cazzate dicono. Fate attenzione al paese in cui viviamo. Su un sito ho trovato questa interessante formula, che ci fa pensare…e non poco.
Dimostrazione:
Tutti sanno che:
a) il tempo è denaro: tempo = denaro;
b) sapere è potere: conoscenza = potenza.
Inoltre, dalla fisica:
c) potenza = lavoro/tempo.
Con alcune semplici sostituzioni si ottiene:
conoscenza = potenza = lavoro/tempo = lavoro/denaro
dunque:
conoscenza = lavoro/denaro
ovvero
denaro = lavoro/conoscenza
Come si vede, se la conoscenza tende a zero il denaro tende all’infinito. XD
(fonte: maddalenad)


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