La Nuova Storia

Da indiscrezioni siamo riusciti ad avere in anteprima alcuni passaggi dei nuovi testi di storia ideati dal teorico del PDL, Marcello Dell’utri. Per fortuna! Eravamo così stanchi di questi testi un pò retrò, un pò bolscevichi( dove siamo arrivati….) .
CAP 1. Tangentopoli.
All’inizio degli anni 90′ l’Italia politica è stata scossa da un tentativo di golpe messo in atto da una magistartura deviata e comunista. I migliori politici del nostro paese sono stati martoriati da una serie di indagini prive di fondamento. Tali indagini riguardavano fantomatiche tangenti che in realtà non sono mai esistite. La gogna mediatica di stampo stalinista aumentava nell’opinione pubblica tali credenze popolari. La situazione peggiorava di giorno in giorno, sembrava che la magistratura riuscisse a vincere. In talune circostanze, alcuni politici e integerrimi funzionari sono stati trovati in possesso di ingenti quantità di denaro, che in realtà servivano a finanziare attività benefiche, di interesse pubblico. Ma tanto bastava ai magistrati per far passare questi uomini che meritavano la beatificazione, come dei tangentisti senza scrupoli. Tanti di loro hanno ingloriosamente terminato la propria vita in carceri di regime, costruite clandestinamente dallo stato deviato, golpista e comunista. Le loro condizioni nelle prigioni erano di totale schiavitù e umiliazione, alcuni di loro hanno resistito gloriosamente, altri altrettanto gloriosamente hanno trovato la morte, trucidati direttamente dai magistrati, avidi di potere. Craxi fu costretto ad un esilio forzato in Tunisia, ma prima di fuggire portò con se i soldi, presi a prestito dalle casse dello stato, per costruire un ospedale in Fantasilandia, paese martoriato dalle guerre dalla notte dei tempi. La situazione era degenerata, i magistrati spadroneggiavano nel nostro paese. In quei concitati giorni i magistrati organizzavano ronde cavalcando grosse moto, talvolta imbracciando grosse fruste con le quali sollazzavano la propria bramosia, infliggendo ai politici scovati forti percussioni. Era la fine.In quei giorni un uomo meraviglioso, alto, slanciato, dal petto vigoroso e dalla folta chioma biondissima, partì da Arcore. A piedi raggiunse Roma. Nel tragitto, nei villaggi depredati dalla rossa magistratura, fece proselitismo e organizzò un pacifico esercito di liberazione nazionale.Dopo una lunga camminata che verrà poi definita “la grande marcia” giunse a Roma e con la sola forza della parola rovesciò il regime ormai instaurato. Erano rigogliosi giorni di festa. Un giorno Egli, dopo aver perdonato i magistrati che avevano sbagliato, pronunciò le seguenti parole dinnanzi ad una folla che adorava il proprio salvatore, disse “lasciate che i pargoli vengano a me”. Da quel giorno l’uomo bellissimo e altissimo giunto per noi, in sacrificio da Arcore guidò il paese verso la libertà. Negli anni altri tentativi di golpe si susseguirono. Una parte di magistratura sovvenzionata direttamente da satana (ex magistrato di Pavia) si organizzò in partito politico. Il Nostro che aveva a cuore più di ogni altra cosa la libertà del paese e la pace dei popoli, non si arrabbiò. Anzi tentò un accordo elettorale per dare la possibilità a Di Pietro (loro leader) di entrare a far parte della festosa “Casa della Libertà”, ma lui rifiutò. Il paese si raccolse intorno a Lui, Silvio Berlusconi. Gli uomini lo ammiravano, le donne se ne innamoravano continuamente, i bambini giocavano con lui. Così è scritto. Viva la resistenza, quella vera!
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